Chiediamo gli inginocchiatoi per i fedeli che vogliono ricevere Gesù-Eucarestia in ginocchio

Destinatario: Vescovi di Chiesa Cattolica

 

Chiediamo gli inginocchiatoi per i fedeli che vogliono ricevere Gesù-Eucarestia in ginocchio

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Chiediamo gli inginocchiatoi per i fedeli che vogliono ricevere Gesù-Eucarestia in ginocchio


Chiediamo gli inginocchiatoi per i fedeli che desiderano ricevere Gesù-Eucarestia in ginocchio


"Prosimy klęczniki dla wiernych, którzy pragną przyjąć Jezusa-Eucharystię na kolanach"                                  

"Pedimos los reclinatorios para los fieles que quieren recibir la Comunión de rodillas"

"We ask for faldstools into Churches for those who desire receiving the Holy Eucharist on knees"

"Pitamo klečala za vjernike koji hoće primiti Euharistijskog Isusa na koljenima"

"Nous demandons les petites-chaises dans les Eglises pour les fidèles qui désirent recevoir l'Eucharistie à genoux"  

"Pedimos genuflectórios para os fiéis que querem receber Jesus Eucarístico de joelhos"

„Wir bitten um Kniebänke, für die Gläubigen, die die Eucharistie auf den Knien empfangen wollen"  

 

 

 petizione promossa dal

Comitato Uniti a Gesù Eucaristia per le Mani Santissime di Maria 

 

Sulla ricezione della Comunione sulla mano. Per comprendere l’importanza della modalità con cui ricevere la Santa Comunione, occorre partire da una breve riflessione sul significato della Messa, durante la quale il pane e il vino divengono il Corpo e il Sangue di Cristo. Il documento del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium afferma due cose centrali: messa come sacrificio e Presenza reale. Per giunta, la formulazione del Catechismo della Chiesa cattolica, sotto la regia di Ratzinger, ha ribadito tali connotazioni cattoliche a riguardo dell’Eucaristia. E proprio il pontefice che concluse il Concilio, Paolo VI, si sentì spinto persino a pubblicare un’Enciclica nella quale ribadì sia il carattere sacrificale della messa sia la legittima validità dell’adorazione dell’Eucaristia da parte dei fedeli fuori dalla messa.

Nel frattempo alle Conferenze nazionali veniva data facoltà di indulto per ricevere l’Eucaristia nelle mani,le balaustre e gli inginocchiatoi venivano eliminati, i tabernacoli venivano decentrati, nonostante il Catechismo (ancora nel 1992) ribadiva che il tabernacolo fosse situato “in un luogo particolarmente degno della chiesa, costruito in modo da evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento”(n.1379). Circa la questione relativa alla ricezione eucaristica, bisogna anzitutto ricordare che nei documenti conciliari – anche in presenza di affermazioni avanzate a riguardo delle più significative novità proposte nella liturgia – mai si parla della comunione in mano. Eppure si fa passare per tema conciliare quanto il Concilio non si è preoccupato di trattare. In realtà la ricezione della Santa Eucaristia in mano rimane solo un indulto della Sede Apostolica. Quando i vescovi italiani (con soli due voti in più) approvarono la comunione nelle mani, vi fu chi, come il Presidente della Conferenza Episcopale, evidentemente contrario e preoccupato, fece inserire la raccomandazione a tutti, in particolare ai bambini e agli adolescenti, della pulizia delle mani. Invece di impedire l’abuso, ci si preoccupava di arginare già in partenza l’ovvia profanazione. Proprio questa generazione di fanciulli cattolici anni ’80-‘90 è quella che (a parte la controtendenza dei gruppi di preghiera legati alla Tradizione o alle apparizioni di Medjugorje) registra una certa disinvoltura a riguardo del culto eucaristico e dell’adorazione, non avendo la percezione di Chi si riceve. Il documento in questione - Istruzione Sulla comunione eucaristica - è quello del maggio 1989, seguito dal decreto della Conferenza Episcopale Italiana che la contiene, datato 19 luglio 1989 ed entrato in vigore il 3 dicembre dello stesso anno, prima domenica di Avvento.

Il testo dell'Istruzione sulla Comunione eucaristica circa la modalità di questo ulteriore modo di ricevere l'ostia consacrata spiega: “particolarmente appropriato appare oggi l'uso di accedere processionalmente all'altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l'Amen la fede nella presenza sacramentale di Cristo”. Dunque, dicevamo che si tratta di un indulto. Attraverso l'Istruzione Memoriale Domini promulgata dalla S. Congregazione per il culto Divino il 29 maggio 1969, la Santa Sede ha lasciato alle singole Conferenze Episcopali la possibilità di richiedere la facoltà di introdurre l'uso di ricevere la Comunione sulla mano.Possibilità non obbligo! Eppure non è una questione irrilevante, perché riguarda nientemeno che la Presenza reale di Gesù. Non è un retaggio, dunque, dei tradizionalisti, bensì è l’affare centrale di tutta la Chiesa che, prima ancora che preoccuparsi dell’ambiente e dell’ecologia, o della questione immigratoria, dovrebbe custodire e proteggere il Signore eucaristico con quell’amore e quella fedeltà che ebbe san Giuseppe nel proteggere Gesù Bambino. Nell’Eucaristia, infatti, per amore delle anime, Gesù si rende vulnerabile come quando era un piccolo infante, raggiunto dall’odio omicida di Erode.

Questo aspetto è stato configurato da mons. Schneider come iusChristi, cioè il diritto di Cristo. Ancora di recente, commentando questa intuizione di Schneider, il Card. Burke, grato di tale intuito, affermava: “ricordandoci l'umiltà totale dell'amore di Cristo che si dona a noi nella piccola Ostia, fragile per natura, Mons. Schneider richiama la nostra attenzione sul grave obbligo di proteggere ed adorare Nostro Signore. Infatti, nella santa Comunione, Egli, a motivo del Suo amore incessante e incommensurabile per l'uomo, si fa il più piccolo, il più debole, il più delicato fra noi. Gli occhi della Fede riconoscono la Presenza Reale nei frammenti, anche nei più piccoli, della santa Ostia, e ci conducono, così, all'Adorazione amorosa”. Come insegnava san Tommaso d’Aquino, Gesù è realmente presente tanto nell’intero quanto nel minimo frammento del pane consacrato. Il grande teologo domenicano affermava che l’Eucaristia è sacra e perciò può essere toccata solo dalle mani consacrate; perciò egli faceva riferimento all’uso di ricevere la Comunione solo sulla lingua, tanto che la distribuzione del Corpo del Signore apparteneva al solo sacerdote ordinato. Ciò per diversi motivi, tra i quali l’Angelico cita anche il rispetto verso il sacramento, che “non viene toccato da nessuna cosa che non sia consacrata: e quindi sono consacrati il corporale, il calice e così pure le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento.

A nessun altro quindi è permesso toccarlo fuori di caso di necessità: se per esempio stesse per cadere per terra, o in altre contingenze simili” . Un esperimento condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato che, ponendo la comunione in mano, diversi frammenti, difficilmente scorgibili ad occhio nudo, rimangono prima impressi nella palma della mano, quindi cascano a terra. Inoltre, accanto al rischio di profanazione continua, si presenta anche il problema delle “messe nere” e dei circoli satanisti che, quasi meravigliati di questa consuetudine, possono più facilmente prelevare l’ostia e condurla via. Di recente, diverse isolate ma significative voci si sono alzate, nella Chiesa, per indurre a riflettere sui danni e i rischi della comunione nelle mani. In particolare merita una menzione il lavoro pluriennale del già citato mons. Schneider, Vescovo Ausiliare di Astana che, in alcuni opuscoli tradotti in varie lingue, con coraggio ha denunciato i grandi rischi della comunione in mano. Così anche Benedetto XVI, per quanto si sia espresso a favore dei due usi (in ginocchio e in mano) ha tuttavia voluto dare risalto all’uso di riceverla in ginocchio nelle celebrazioni pontificie. Ancora di recente, il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino (dunque il numero uno della liturgia cattolica!) a Milano è tornato sul tema con parole inequivocabili a riguardo dei rischi della comunione in mano. In Italia merita una menzione don Giorgio Maffei che si è battuto a lungo per questo tema. Diversi gli appelli, caduti nel vuoto, che egli con autentico afflato sacerdotale, rivolgeva ai confratelli, quando per esempio,in uno dei suoi diversi contributi sul tema, scriveva: “con l'uso della Comunione sulla mano, i frammenti rimangono sulla mano del fedele, che di solito non ci guarda nemmeno, non ci bada o non se ne accorge, finendo poi per terra dove vengono calpestati, spazzati via, profanati. Ciò è ben noto. I sacerdoti tutti lo sanno molto bene, perché come si è detto, ne hanno quotidiana esperienza.

Anche i sacerdoti giovani, che vengono istruiti a dare la Comunione sulla mano e non fanno uso del piattello, conoscono ugualmente questo particolare delle Ostie di perdere i frammenti, talora anche senza essere toccate. I fedeli hanno di ciò minore esperienza e sono meno colpevoli dei sacerdoti”. Il noto sacerdote tradizionalista aveva anche auspicato almeno il ripristino del piattello, argomento per il quale subirà umiliazioni e offese come di un prete fuori dai tempi e dai veri problemi. Eppure don Maffei riteneva che l’uso del piattello potesse ridurre notevolmente il rischio concreto della caduta di frammenti durante la comunione. In qualche occasione, non senza ragione, il prete bolognese paventava persino il rischio della scomunica per quanti permettevano la profanazione dei frammenti con l’uso della comunione nelle mani perché, diceva, il peccato commesso contro Dio e il suo Cristo è foriero di scomunica, e quale peccato più grave vi può essere che quello di oltraggiare le specie eucaristiche? Tra i mistici, ricordiamo la testimonianza dell’austriaca Maria Simma, che aveva un rapporto esclusivo con le anime del Purgatorio, la quale ebbe rivelato che tutti i Pastori della Chiesa che avevano approvato la Comunione in mano, se fossero morti in grazia di Dio, sarebbero comunque rimasti in Purgatorio fino al giorno in cui la Chiesa non avesse tolto tale indulto.

Si può pensare allora che questa novità, non proveniente dal Concilio, almeno non direttamente, trovi la sua origine nella regia che, infiltratasi nei ranghi di riguardo delle Conferenze episcopali nazionali, soprattutto nordeuropee, si è imposta. Intanto, veniva presa a prestito la ragione di un ritorno alle origini della fede, che nascondeva però il bisogno di delegittimare la controriforma tridentina. Proverò a spiegarmi meglio. Tutti i circoli che hanno richiesto la comunione nelle mani erano schierati in modo radicale nel progressismo teologico, di matrice modernista. In realtà, lo slogan di un auspicato ritorno alle fonti patristiche (per quanto suggestivo e meritorio), da quelle parti voleva dire il discredito della grande stagione del Concilio di Trento. E questo perché? Perché il discredito del grande spirito tridentino consentiva la riabilitazione di Lutero. Questa è una considerazione del teologo Ratzinger all’indomani del Concilio. E, dunque, in ogni caso, la riforma liturgica si orientava unilateralmente, in direzione della stagione patristica, ma come rifiuto latente della stagione tridentina. Come a dire che i primi cinque secoli sì, sono normativi, il resto non ci riguarda. Questa netta e inesistente contrapposizione, per quanto latente, accompagnava purtroppo la riforma liturgica manomessa dai modernisti. Si faceva valere la prassi in uso nei primi secoli del cristianesimo, attestata abbondantemente nei Padri, quella cioè di ricevere l’Eucaristia nelle mani.

Nelle prime comunità cristiane era normale ricevere il corpo di Cristo direttamente sulle mani; al riguardo vi sono numerose testimonianze, sia nell'area orientale, sia in quella occidentale: molti Padri della Chiesa (Tertulliano, Cipriano, Cirillo di Gerusalemme, Basilio, Teodoro di Mopsuestia), diversi canoni giuridici sanciti durante sinodi e concili (il Sinodo di Costantinopoli del 629; i Sinodi delle Gallie tra VI e VII secolo; il Concilio di Auxerre avvenuto tra il 561 e il 605), fino alle testimonianze dell'VIII secolo di sanBeda il Venerabile e sanGiovanni Damasceno: tutti attestano la medesima diffusa tradizione. E ciò era senz’altro utile riconoscerlo. Ma a questo punto ci si domandava che fine facesse invece, in termini di legittimazione teologica e liturgica, il passo ulteriore compiuto dalla fede ecclesiale. Quando nel medioevo alcune correnti teologiche misero in discussione la modalità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento - arrivando alcuni a definirlo come un segno vuoto che richiama solo lontanamente la realtà sostanziale del Signore presente in mezzo a noi - la reazione della comunità ecclesiale fu di sottolineare maggiormente la venerazione e l'adorazione per le Specie Eucaristiche fino ad introdurre il nuovo rito di ricevere la Comunione direttamente sulla bocca ed in ginocchio proprio per sottolinearne la grandezza della presenza reale del corpo di Cristo. Se non si interverrà adeguatamente c’è il rischio concreto che l’Eucaristia venga del tutto profanata.

 

POLACCO

Na temat przyjmowania Komunii św. na rękę

Aby zrozumie

znaczenie tego, jak przyjmować Komunię Świętą, należy rozpocząć od krótkiej refleksji nad znaczeniem Mszy, podczas której chleb i wino stają się Ciałem i Krwią Chrystusa.

Dokument Soboru Watykańskiego II Sacrosanctum Concilium potwierdza dwa podstawowe aspekty Eucharystii: ofiara i rzeczywista obecność Chrystusa.

Ponadto, wprowadzenie do Katechizmu Kościoła Katolickiego, pod kierunkiem Ratzingera, potwierdza te katolickie konotacje o Eucharystii. A nawet Paweł VI, który zamknął Sobór, czuł się zobowiązany do opublikowania encykliki, w których odniósł się zarówno do ofiarnego charakteru Mszy św. jak i do uzasadnienia ważności adoracji Najświętszego Sakramentu przez wiernych poza Mszą św.

W międzyczasie Krajowe Konferencje Episkopatów otrzymały uprawnienia (indult) do wydawania pozwoleń udzielania Komunii św. na rękę; balaski zostały wyeliminowane, tabernakulum zostało zdecentralizowane, mimo że Katechizm (jeszcze w 1992) powtórzył, aby tabernakulum znajdowało się, w szczególnie godnym miejscu kościoła, skonstruowane w taki sposób, żeby podkreślało i objawiało prawdę o realnej obecności Chrystusa w Najświętszym Sakramencie (n.1379).

W kwestii udzielania Komunii św., trzeba najpierw zwrócić uwagę, że w dokumentach soborowych - nawet z zaawansowanymi (nowatorskimi) wypowiedziami na temat najważniejszych zmian zaproponowanych w liturgii - nigdy nie mówi się o Komunii na rękę. Sobór nie podejmuje tego tematu.

W rzeczywistości zezwolenie na przyjmowanie Najświętszej Eucharystii na rękę pozostaje jedynie kompetencją Stolicy Apostolskiej.

Gdy  włoscy biskupi (z przewagą dwóch głosów) przegłosowali Komunię na rękę, byli też tacy, którzy, podobnie jak przewodniczący Konferencji Episkopatu byli temu przeciwni i zaniepokojeni. Zobowiązali wszystkich, zwłaszcza młodzież i dzieci do dbania o czystość rąk, od samego początku starano się powstrzyma

oczywistą profanację.

Właśnie to pokolenie dzieci katolickich lat 80. i 90,

 

Właśnie to pokolenie katolickich dzieci lat 80. i 90. (z wyjątkiem przeciwnych tendencji grup modlitewnych związanych z Tradycją lub objawieniami Medjugorje) rejestruje pewną nonszalancję dotyczącą kultu eucharystycznego i adoracji, nie mając świadomości, Kogo się przyjmuje.

Dokument, o którym mowa, to  Instrukcja o Komunii eucharystycznej z maja 1989 roku, a następnie dekret Konferencji Episkopatu Włoch, z dnia 19 lipca 1989, który wszedł w życie z dniem 3 grudnia tego samego roku, w pierwszą niedzielę Adwentu.

Tekst tej Instrukcji mówi o dodatkowym sposobie, przystępowania do Komunii św. Wyjaśnia, wydaje się szczególnie odpowiednie podchodzenie w procesji do ołtarza stojąc z geście szacunku, dla Eucharystii, wyznając przez “Amen” wiarę w sakramentalną obecność Chrystusa .

 

Powiedzielibyśmy, że chodzi tu o Indult – zezwolenie. Poprzez instrukcję Memoriale Domini promulgowaną przez Kongregację d/s Kultu Bożego 29 maja 1969 r., Stolica Apostolska daje poszczególnym konferencjom episkopatu możliwość zwrócenia się z prośbą o kompetencje, by wprowadzić zwyczaj udzielania Komunii św. na rękę. Możliwość nie zobowiązuje!  

Nie jest to jednak kwestia bez znaczenia, ponieważ dotyczy nie mniej, ni więcej, lecz rzeczywistej obecności Pana Jezusa. To nie spuścizna tradycjonalistów, ale istotne obawy całego Kościoła, który jeszcze przed zatroskaniem o środowisko i ekologię czy problem imigracji, powinien zachowywać i chronić Chrystusa Pana w  Eucharystii tą miłością i wiernością, którą św. Józef wziął w obronę Dzieciątko Jezus. W Eucharystii, w rzeczywistości, z miłości do dusz ludzkich Jezus staje się bezbronny, jak gdy był małym dzieckiem, ścigany przez morderczą nienawiść Heroda.

Ten aspekt został sformułowany przez Biskupa Schneidera, jako ius Christi, czyli prawo Chrystusa.

Ostatnio, Kardynał Burke komentując z wdzięcznością tę intuicję Kard. Schneidera, stwierdził: "przypominając nam o całkowitej pokorze miłości Chrystusa, który oddaje się nam w małej Hostii, z natury kruchej, arcybiskup Schneider zwraca naszą uwagę na poważny obowiązek ochrony i czci Naszego Pana.

Faktycznie, w Komunii św., ze względu na Jego nieustanną i niezmienną miłość do człowieka, staje się On najmniejszy, najsłabszy, najbardziej delikatny wśród nas. Oczy Wiary rozpoznają rzeczywistą obecność w fragmentach, nawet w najmniejszych, świętej Hostii, a tym samym prowadzą nas do adoracjipełnej miłości.

 

Jak św. Tomasz z Akwinu nauczał, Jezus jest rzeczywiście obecny w całości, jak i w najmniejszej cząstce konsekrowanego chleba. Wielki teolog dominikański potwierdził, że Eucharystia jest święta, a zatem mogą ją dotykać wyłącznie ręce konsekrowane; dlatego odniósł się do o przyjmowania Komunii św.

tylko na język, także udzielanie Ciała Pańskiego należy wyłącznie do kapłana. Tak jest z kilku powodów, wśród których Doktor Anielski przytoczył również szacunek dla Sakramentu, który nie jest dotykany niczym, co nie jest konsekrowane, a zatem, Ciało Pańskie, kielich i ręce kapłana są konsekrowane, aby móc dotykać postaci eucharystycznych. Nikt inny nie może ich dotykać, oprócz konieczności, na przykład, jeśli spada na ziemię lub w innych podobnych przypadkach.

 

Eksperyment przeprowadzony w Stanach Zjednoczonych pokazał, że podczas udzielania Komunii św. na rękę kilka fragmentów, ledwo dostrzegalnych gołym okiem, pozostaje na dłoni a potem spada na ziemię.

Ponadto, poza ryzykiem ciągłej profanacji, pojawia się problem tzw. „czarnych mszy” i środowisk satanistów, którym ułatwia się kradzież, w celach świętokradczych.

 

Ostatnio podnoszą się różne odosobnione, lecz znaczące głosy w Kościele, aby pobudzić refleksję nad niebezpieczeństwami i ryzykiem Komunii św.  na rękę.

Szczególnie warto wspomnieć o wieloletniej pracy już cytowanej bp. Schneider’a, biskupa pomocniczego w Astana, który w niektórych broszurach przetłumaczonych na kilka języków, odważnie potępił wielkie ryzyko Komunii św. na rękę.

Również nawet Benedykt XVI, pomimo przyjętych dwóch zastosowań przyjmowania Komunii św. (na kolanach i do ręki), chciał jednak podkreślić, że zwyczajny sposób, to na kolanach podczas celebracji papieskich.

Jeszcze niedawno, Prefekt Kongregacji Kultu Bożego (a więc „numer jeden” w liturgii katolickiej!) W Mediolanie powrócił do tematu o jednoznacznym ryzyku udzielania Komunii św. na rękę.

We Włoszech warto wspomnieć o ks. Giorgio Maffei, który od dawna walczy na ten temat.

Różne apele wpadły w uszy głuchych, on z autentyczną troską kapłańską, zwrócił się do współbraci, kiedy, na przykład, w jednym ze swoich różnych wypowiedzi na ten temat napisał: przy Komunii św. udzielanej na rękę, fragmenty pozostają na rękach wiernych, którzy zazwyczaj na to nie patrzą, nie troszczą się o nie, ignorują je; te cząsteczki upadają na ziemię, gdzie są deptane, zmiatane, profanowane. Jest to dobrze znane. Wszyscy kapłani wiedzą o tym bardzo dobrze, ponieważ, jak powiedziano, mają codzienne doświadczenie.

 

Nawet młodzi kapłani, którzy są pouczeni o Komunii na rękę, nie używają pateny, wiedząc, że Hostia kruszy

się, bo taka jest natura suchego chleba.

Wierni mają mniej doświadczenia dlatego są mniej winni niż kapłani.

Znany kapłan tradycjonalista miał nadzieję przynajmniej na przywrócenie pateny. Zachęcał do tego wiedząc, że będzie cierpiał z tego powodu upokorzenie i obrazę, jako ksiądz nie z tych czasów (staroświecki).

Mimo tego Maffei uważa, że użycie pateny może znacznie zmniejszyć konkretne ryzyko upadku partykuł podczas Komunii św.

Przy okazji, nie bez powodu, kapłan Bolończyk obawia się nawet ryzyka  ekskomuniki dla tych, którzy dopuszczają się profanacji Najświętszych Postaci w praktykowaniu Komunii św. na rękę, ponieważ, jak powiedział, grzech popełniony przeciw Bogu i Jego Chrystusowi jest zapowiedzią ekskomuniki, a jaki poważniejszy grzech może być niż profanacja postaci eucharystycznych?

Wśród mistyków, wspominamy świadectwo Austriaczki Marii Simma, która miała szczególny kontakt z duszami w czyśćcu, które ujawniły, że wszystkich Pasterzy Kościoła, którzy zatwierdzili Komunię św. na rękę, gdyby umarli w stanie łaski uświęcającej, pozostaną w czyśćcu aż do dnia, gdy Kościół cofnie tego indultu.

Można więc uważać, że to nowatorstwo nie pochodzi od Soboru, przynajmniej nie bezpośrednio, lecz wyłoniło się z Konferencji Episkopatów, zwłaszcza z Europy Północnej.

Pod pretekstem powrotu do źródeł wiary, zignorowano orzeczenia Soboru Trydenckiego.

Postaram się wyjaśnić to lepiej.

Wszystkie środowiska, które domagały się Komunii św. na rękę, wywodzą się spośród tzw. radykalnej teologii postępowej.

W rzeczywistości hasło (slogan) o budzącym nadzieję powrocie do źródeł patrystycznych (choć sugestywne i zasługujące na uwagę) w tych punktach oznaczało dyskredytację wielkiego okresu Soboru Trydenckiego.

A to dlaczego?

Ponieważ dyskredytacja wielkiego ducha trydenckiego pozwoliła na rehabilitację Lutra.

Jest to rozważanie teologa Ratzingera po Soborze.

A w każdym razie reforma liturgiczna była jednostronnie zorientowana w kierunku okresu patrystycznego, ale jako ukryte odrzucenie okresu trydenckiego.

Jak mówić można, że pierwsze pięć stuleci są ta normatywne, że na resztę się nie zważa?

Ta czysta i nieistniejąca sprzeczność, choćby ukryta, niestety towarzyszyła reformie liturgicznej, którą manipulowali moderniści.

Praktyka przyjmowania Komunii św. na rękę we wczesnych stuleciach chrześcijaństwa została obficie udokumentowana przez Ojców Kościoła.

W pierwszych gminach chrześcijańskich normalne było przyjmowanie Ciała Chrystusa bezpośrednio na ręce, istnieją w związku z tym liczne świadectwa. zarówno na Wschodzie, jak na Zachodzie: wielu Ojców Kościoła (Tertulian, Cyprian, Cyryl Jerozolimski, Bazyli, Teodor z Mopsuestii), różne normy prawne zawarte podczas synodów i soborów (Synod w Konstantynopolu w 629; Synody w Galli między VI i VII wiekiem; Rada Auxerre między 561 i 605), aż do świadectw z wieku VIII św. Bedy Czcigodnego i św. Jana Damasceńskiego, wszystko to potwierdza tę samą powszechną Tradycję. I to było na pewno przydatne do uznania Tradycji.

 

W tym punkcie pojawia się pytanie, co się stało, pod względem terminologii w uprawnieniach teologii i liturgii, w kolejnym etapie w wiary Kościoła.

Kiedy w średniowieczu niektóre prądy teologiczne zakwestionowały rzeczywistą obecność Chrystusa w Najświętszym Sakramencie - niektórzy zdefiniowali go jako pusty znak, który przypomina jedynie daleko oznaczoną rzeczywistość obecności Pana wśród nas - reakcją wspólnoty kościelnej było, aby jeszcze bardziej podkreślić cześć i adorację Eucharystii, aż do wprowadzenia nowego obrzędu przyjmowania Komunii bezpośrednio do ust na kolanach podkreślając wielkość rzeczywistej obecności Ciała Chrystusa.

 

 

Jeśli nie będziemy odpowiednio interweniować, istnieje realne ryzyko, że Eucharystia zostanie całkowicie sprofanowana.



INGLESE

We want to receive in All Churches the Holy Eucharist on the knees and in the mouth To understandwhich is the best way to receive Saint Eucharist, it is necessary to meditate about the real meaning of Santa Mass, during which the bread and the wine become the real Body and Blood of Jesus. In the act SacrosanctumConciliumedited by The 2nd Vatican Council, there are two fundamental statements that consider the Mass as the Real Sacrifice and Presence of Christ. Those statements were then reaffirmed in the Catechism of Catholic Church supervised by Ratzinger. Moreover the pope Paul VI at the end of that Council underlined through an Encyclical both the sacred sacrificial character of the Mass and the legitimate validity of Eucharistic Adoration by churchgoers. But in the meanwhile, the faculty of induction was given by the national Episcopal Conferences to receive Eucharist among hands, as well as to eliminate faldstools and balustrades. Tabernacles was then decentralized despite still in 1992 Catechism underlined that “Tabernacle has to stay into a location of the church useful to show the Real presence of Christ in the Holy Sacrament (1739). About the question of receiving Eucharist, all conciliar acts - even the most innovative ones - NEVER SAY to receive Eucharist among hands, but in spite of this, they keep on considering it as a conciliar topic. The reality is that receiving Eucharist among hands is an exclusive induction of Apostolic Office. When Italian bishops approved (with only two more votes) Communion among hands, the only trouble was not to prevent the abuse of such a practice, but to recommend a good cleaning of hands especially for children and teenagers. It is not casual that the young generation of 80’s – 90’s appears too perfunctory towards Communion and Eucharist Adoration, because they don’t have a good perception of What and Whom they are receiving. (Excepted the traditional prayer groups or those lied to Medjugorie’s apparitions). The document we are speaking about, is the one of 1989 - Instruction on Eucharist Communion - followed by the Act from Italian Episcopal Conference of July 1989, in force since December the 3rd, also first Sunday of Advent. The text about this new way of receiving Communion explains that “It is nowadays appropriate going in procession towards altar standing and receiving Eucharist with an act of reverence, and professing the faith in the Sacramental Presence of the Christ by saying Amen”. Concluding:this practice is an induction given by the Saint Congregation for Divine Worship through the Memoriale Domini on may the 29th1969. The Holy See gave to local Episcopal Conferences the chance to decide if receiving Communion among hands or not. So it was a choice not an obligation! This is however a great question, because it concerns the Real Presence of Jesus. And this is not inheritance from traditionalism, but the core of all the Church that prior to take care of environment and immigration, should take care of the Sacramental Christ in the same way Saint Joseph took care of Jesus Child. In Eucharist – in fact – Jesus chooses to be vulnerable only for love of our souls. This last aspect was configured by Monsignor Schneider as IUS CHRISTI that is the right of Christ. Recently, Cardinal Burke, grateful to Schneider for his intuition, affirmed: “Schneider pays attentionto the obligation for us to protect and adore Our Lord which - in total humility- makes a gift of himselfin the form of the little Host. In factHe becomes the smallest, the most fragile and the most delicate among us just to prove his never ending and immeasurable love! Through faith our eyes can see His Real Presence in the little fragments of the Holy Host leading us to the loving adoration.” As Saint Thomas teaches us, Jesus is really present either in the entire or in the littlest fragment of the sacred bread. The great Dominican theologian affirms that Eucharist is sacred and that’s why it must be touched exclusively by sacred hands; also this is the reason why he accepts the onlypractice to receive Communion in the mouth distributing It by the only priest. That’s why cassock, calix and priest’s hands are consecrated and are the only ones allowed to touch the Host. No one else can touch it but in case of necessity such as falling down or something alike. An experiment carried out in USA, showed that several fragments - invisible by naked eye - staying in the palms then fall on the ground. Besides the risk of profanation, there is the problem of Black Masses and Satanist circles that can easily take away the fragments utilizing them for their hideous purposes. Recently, several significant voices rose up within Church to underline risks and damages od Communion among hands. In this sense a particular importance has to be given to the pluriannualwork by Monsignor Schneider, auxiliary bishop from Astana who bravely denounce the great risks of this practice. Also Pope Benedict - who expressed in favor of both uses –has given relief to the practice of receiving Eucharist kneeling during Pontifical Celebrations. The Prefect of Congregation for Divine Worship ( which is the no.1 in catholic liturgy) took up the subject with unequivocal words about risks of Communion among hands. In Italy “Don” Giorgio Maffei fought in vain for a long time. Here his words: Through Communion among hands Fragments of Holy Host remain there and the churchgoer doesn’t notice it, so that They fall down on the ground just to be trampled, swept away, profaned. Priests know this situation very well, they live it daily, and the same happens when young priests don’t use the disk. They are even more guiltier than churchgoers!Don Giorgio hoped at least the reintroduction of the disk, but at this subject he had received nothing but humiliations and offenses. Nevertheless this priest was sincerely convinced that using the disk could reduce the risk of the dispersion of fragments. In some cases Don Giorgio feared excommunication for those who permitted the profanation of fragments through the reception of Host among hands, by confirming that the pity against God and his Christ is cause of excommunication, he said: “What is the worst pity against God but that ofoffending Eucharistic species?” Among mystics, we notice the testimony of Maria Simma, who had an exclusive connection with souls of Purgatory; she revealed that those pastors of the Church who had approved communion among hands – in case of death in grace of God – would have remained in Purgatory until Church has not eliminated such an induction. We can suppose that this innovation which is not directly coming from Council, has been infiltrated among high ranks of Episcopal Conferences, mostly north European. In the meanwhile the explication of the need to come back to origins had taken place, in order to hide the real need to delegitimize the Tridentine Reform. We try to explicate in a clearer way: all circles demanding Communion among hands are those which better defend the theological modern progress! In reality, the slogan of coming back to patristic sources wants to discredit the great season of Trent Council, with the only aim to rehabilitate Luther’s silhouette. This is a consideration moved by the theologian Ratzinger after the Trent Council. In any case, the liturgical reform orientate itself in the only direction of the patristic season, but as a refuse of the Tridentine one. In some sense we can affirm that the first five centuries are normative, all the rest is not our question. This clear but inexistent opposition was the core of the modernist’s reform. In this sense they asserted the practice diffused during the first centuries of Christianity – proved by Priests – of receiving Eucharist among hands. In the early Christian communities it was normal to receive Communion among hands and several witnesses are available in the east as well in the west areas: Many Priests of Church (Tertullian, Cipriano, Cirillo from Jerusalem, Basilio, TheodorfromMopsuestia), some several acts promulgated during different councils and synods, (Synod of Costantinople of 629,Synods of Gaul between VI VII centuries, Auxerre Council between 561 and 605), until the VIII century’s testimony by Saint Beda the Worshipful and Saint John from Damascus: they all attest the same diffused tradition. And this was useful to admit. But at a certain moment it has become necessary to ask what was the level of the ecclesial faith; in Middle Ages some theological currents began to doubt about the real presence of the Christ into the Very Holy Sacrament, at the point that some defined It as a mere symbol of the substantial reality of God among us. If we do not intervene adequately, there is the concrete risk that Eucharist will be completely profanated.

TEDESCO

Die Kommunion in der Hand Um die Bedeutung zu verstehen, wie die heilige Kommunion zu empfangen, muss man durch eine kurze Reflexion über die Bedeutung der Messe, bei denen beginnen Brot und Wein den Leib und das Blut Christi geworden. Der Vatikan II Dokument Sacrosanctum Concilium bestätigt zwei zentrale Dinge: Masse als Opfer und reale Gegenwart. Darüber hinaus bekräftigt die Formulierung des Katechismus der Katholischen Kirche, unter der Leitung von Ratzinger, diese katholischen Konnotationen über die Eucharistie. Und der Papst festgestellt, dass der Rat, Paul VI, sogar gezwungen sah, eine Enzyklika zu veröffentlichen, in dem sowohl den Opfercharakter der Messe und die legitime Gültigkeit der Anbetung der Eucharistie von den Gläubigen außerhalb der Messe geklammert. Inzwischen wurde die Nationale Konferenz Macht gegeben begnadigen, die Eucharistie in den Händen zu empfangen, die Balustraden und die Bänke wurden eliminiert wurden die Tabernakel dezentral trotz des Katechismus (auch 1992) bekräftigt, dass die Wohnung „befand sich in einer besonders würdig der Kirche, so gebaut, dass sie die Wahrheit der wirklichen Gegenwart Christi im Allerheiligsten Sakrament „(n.1379) betont und manifestiert. Über die Frage der eucharistischen Empfang muss, ist es, dass in den konziliaren Dokumente weisen darauf hin, zunächst - auch mit erweiterten Aussagen über die wichtigsten Änderungen in der Liturgie vorgeschlagen - er nie in der Hand der Gemeinschaft spricht. Doch es wird nach Themen geführt versöhnen, was der Rat nicht zu behandeln gestört. In der Tat bleibt der Empfang der heiligen Eucharistie in der Hand nur ein indult des Apostolischen Stuhls. Wenn die italienischen Bischöfe (mit nur zwei Stimmen mehr), um die Gemeinschaft in der Hand bestätigt, gab es diejenigen, die, wie der Präsident der Bischofskonferenz, scheinbar entgegengesetzten und besorgt, er die Empfehlung an all eingeführt, vor allem Kinder und Jugendliche, die Händewaschen. Statt den Missbrauch zu verhindern, gibt es Bedenken von Anfang an der offensichtliche Schändung einzudämmen. Genau diese Generation der katholischen Kinder die 80er und 90er Jahre ist, dass (abgesehen von dem Kontrast der Gebetsgruppen, die an Tradition oder die Erscheinungen von Medjugorje) zeichnet eine gewisse Nonchalance über die eucharistische Anbetung und Verehrung, nicht mit Wahrnehmung Wer erhält. Das fragliche Dokument - Instruktion über die Eucharistische Kommunion - ist das von Mai 1989, gefolgt von dem Dekret der Italienischen Bischofskonferenz, das es enthält, vom 19. Juli 1989 und in Kraft getreten am 3. Dezember desselben Jahres, dem ersten Adventssonntag. Der Text der Instruktion über die eucharistische Kommunion über die Modalität dieses weiteren Weges zur Aufnahme des geweihten Wirtes erklärt: "Die Verwendung des Prozessionszugangs zum Altar heute ist besonders geeignet, indem man mit einer Geste der Verehrung die eucharistische Spezies empfängt. , bekennender Glaube an die sakramentale Gegenwart Christi mit Amen ". Also sagten wir, es sei ein Indult. Mit dem Education Memoriale Domini, das am 29. Mai 1969 von der Heiligen Kongregation für den Gottesdienst herausgegeben wurde, hat der Heilige Stuhl den einzelnen Bischofskonferenzen die Möglichkeit gelassen, die Fakultät aufzufordern, die Verwendung der Kommunion an der Hand einzuführen. Möglichkeit nicht zwingend erforderlich! Aber es ist keine irrelevante Frage, denn sie betrifft nicht weniger als die reale Gegenwart Jesu, ist also kein Erbe der Traditionalisten, sondern die zentrale Angelegenheit der ganzen Kirche, schon bevor sie sich um Umwelt und Ökologie sorgt oder die Einwanderungsfrage, sollte den eucharistischen Herrn mit jener Liebe und Treue schützen und beschützen, die der heilige Josef beim Schutz des Kindes Jesus hatte. In der Eucharistie, in der Tat, für die Liebe der Seelen wird Jesus verwundbar, wie wenn er ein kleines Kind war, erreicht durch den mörderischen Hass auf Herodes. Dieser Aspekt wurde von Msgr. Schneider als ius Christi, das ist das Recht Christi. Noch vor kurzem hat Kardinal Burke, dankbar für diese Intuition, über diese Intuition von Schneider gesprochen: "Er erinnert uns an die totale Demut der Liebe Christi, die sich uns in der von Natur zerbrechlichen kleinen Hostie hingibt", erinnert sich Mons. Schneider unsere Aufmerksamkeit auf die schwerwiegende Verpflichtung, unseren Herrn zu schützen und anzubeten. Tatsächlich macht er sich in der heiligen Kommunion aufgrund seiner unaufhörlichen und unvergleichlichen Liebe zum Menschen zum kleinsten, schwächsten und zärtlichsten unter uns. Die Augen des Glaubens erkennen die wirkliche Gegenwart in den Fragmenten, selbst in der kleinsten, der heiligen Hostie, und führen uns so zur liebenden Anbetung ". Wie der heilige Thomas von Aquin lehrt, ist Jesus sowohl im Ganzen als auch im minimalen Fragment des geweihten Brotes wirklich gegenwärtig. Der große Dominikaner-Theologe hat bestätigt, dass die Eucharistie heilig ist und deshalb nur von den geweihten Händen berührt werden kann; deshalb bezog er sich auf den Gebrauch der empfangenen Kommunion nur auf der Zunge, so sehr, dass die Verteilung des Leibes des Herrn dem einzigen geweihten Priester gehörte. Dies aus verschiedenen Gründen, unter denen der Angelico auch die Achtung vor dem Sakrament zitiert, das "nicht von etwas berührt ist, das nicht geweiht ist: und deshalb werden der Körper, der Kelch und die Hände des Priesters geweiht, z in der Lage sein, dieses Sakrament zu berühren. Niemand darf es aus der Not heraus berühren: wenn es zum Beispiel auf den Boden oder in andere ähnliche Situationen fallen würde ". Ein Experiment, das in den Vereinigten Staaten durchgeführt wurde, hat gezeigt, dass, indem man die Kommunion in die Hand legt, einige Fragmente, die mit bloßem Auge kaum wahrnehmbar sind, zuerst in die Handfläche eingedrückt werden und dann zu Boden fallen. Neben der Gefahr der fortwährenden Entweihung gibt es auch das Problem der "schwarzen Massen" und der satanistischen Kreise, die, fast schon erstaunt über diesen Brauch, den Wirt leichter zurückziehen und wegnehmen können. In jüngster Zeit sind in der Kirche mehrere isolierte, aber bedeutende Stimmen entstanden, die eine Reflexion über den Schaden und die Risiken der Kommunion in den Händen hervorrufen. Insbesondere die mehrjährige Arbeit der vorgenannten Msgr. Schneider, Weihbischof von Astana, der in einigen in verschiedene Sprachen übersetzten Broschüren mutig die großen Risiken der Kommunion anprangerte. Selbst Benedikt XVI. Hat sich für das, was für die beiden Zwecke (auf den Knien und in den Händen) zum Ausdruck gebracht wurde,dennoch dafür eingerichtet, dass er in den päpstlichen Feiern auf den Knien bleibt. Vor kurzem war die Präfekt der Kongregation für den Gottesdienst Nummer eins der katholischen Liturgie!) in Mailand kehrte er mit eindeutigen Worten über die Risiken der Kommunion in das Thema zurück. In Italien verdient Pater Giorgio Maffei eine Erwähnung, die sich seit langem für dieses Thema einsetzt. Mehrere Appelle auf taube Ohren gefallen, er mit echten priesterlichen Inspiration, die Brüder gerichtet, wenn zum Beispiel in einem seiner mehrere Beiträge zum Thema, schrieb er, „bei der Verwendung von Kommunion in der Hand, so bleiben die Fragmente auf der Hand treu, der uns normalerweise nicht einmal ansieht, kümmert es nicht oder nicht, es endet auf dem Boden, wo sie getrampelt, hinweggefegt, entweiht werden. Dies ist allgemein bekannt. Die Priester wissen das alles sehr gut, denn wie gesagt, haben sie tägliche Erfahrung. Selbst die jungen Priester, die angewiesen sind, die Kommunion an die Hand zu geben und keinen Ton zu benutzen, wissen auch, dass der Ostie die Fragmente verliert, manchmal sogar ohne berührt zu werden. Die Gläubigen haben weniger Erfahrung damit und sind weniger schuldig als die Priester ". Der bekannte traditionelle Priester hatte auch mindestens die Wiederherstellung des Tons gehofft, wofür er als Priester und als echte Probleme Demütigungen und Vergehen erleiden wird. Dennoch glaubte Don Maffei, dass die Verwendung von Ton das konkrete Risiko von herabfallenden Fragmenten während der Kommunion stark reduzieren könnte. Gelegentlich nicht ohne Grund, befürchtete der Bolognese Priester sogar das Risiko der Exkommunikation für diejenigen, die die Schändung der Fragmente mit der Verwendung der Gemeinschaft in der Hand erlaubt, weil, wie er sagte, die Sünde begangen gegen Gott und seinen Christus ein Vorbote der Exkommunikation ist, Und welche schwerwiegendere Sünde kann es geben, als die eucharistische Spezies zu empören? Unter den Mystiker, erinnern wir uns an das Zeugnis der österreichischen Maria Simma, die eine exklusive Beziehung mit den Seelen im Fegefeuer hatte, das dass alle Hirten der Kirche offenbart hatte, die die Kommunion in der Hand genehmigt hatte, wenn sie in der Gnade Gottes gestorben war, sie würden immer noch im Fegefeuer bleiben bis zu dem Tag, an dem die Kirche nicht so ein Indult genommen hätte. Man kann dann denken, dass diese Neuheit, die nicht vom Rat kommt, zumindest nicht direkt, ihren Ursprung in der Richtung hat, die sich in den Reihen der nationalen Bischofskonferenzen, besonders in den Nordeuropäern, infiltriert hat. In der Zwischenzeit wurde der Grund für eine Rückkehr zu den Ursprüngen des Glaubens entlehnt, was jedoch die Notwendigkeit einer Delegitimierung der tridentinischen Gegenreform verbarg. Ich werde versuchen, mich besser zu erklären. Alle Kreise, die die Gemeinschaft in den Händen verlangten, wurden radikal in den theologischen Fortschritt einer modernistischen Matrix eingesetzt. In Wirklichkeit bedeutete die Losung einer erhofften Rückkehr zu patristischen Quellen (wie auch immer evokativ und verdienstvoll) aus diesen Teilen die Mißachtung der großen Jahreszeit des Konzils von Trient. Und warum? Weil die Diskreditierung des großen tridentinischen Geistes die Rehabilitierung Luthers ermöglichte. Dies ist eine Überlegung des Theologen Ratzinger nach dem Konzil. Und deshalb war die liturgische Reform auf jeden Fall einseitig ausgerichtet auf die patristische Jahreszeit, aber als latente Ablehnung der tridentinischen Zeit. Als ob zu sagen, dass die ersten fünf Jahrhunderte, ja, sie sind normativ, der Rest geht uns nichts an. Diese klare und inexistente Opposition, wie latent sie auch sein mag, begleitete die von den Modernisten manipulierte Reform der Liturgie leider. Die Praxis, die in den ersten Jahrhunderten des Christentums benutzt wurde, die reichlich in den Vätern bezeugt ist, war das Empfangen der Eucharistie in den Händen. In den frühchristlichen Gemeinden war es normal, den Leib Christi direkt an den Händen zu empfangen; In dieser Hinsicht gibt es viele Beispiele, sowohl im Osten, sowohl im Westen, viele Väter der Kirche (Tertullian, Cyprian, Cyrill von Jerusalem, Basilikum, Theodor von Mopsuestia), verschiedenen Rechtsnormen bei Synoden und Konzilien verankert (die Synode von Constantinople in 629, die Synoden von Gaul zwischen dem sechsten und siebten Jahrhundert, der Rat von Auxerre fanden zwischen 561 und 605), auf das Zeugnis des achten Jahrhunderts St. Beda Venerabilis und St. Johannes von Damaskus: alle zeugen von der weit verbreiteten gleichen Tradition . Und das war sicherlich nützlich, um es zu erkennen. Aber an diesem Punkt haben wir uns gefragt, was passiert stattdessen tat, in Bezug auf die theologische und liturgische Legitimität, den weiteren Schritt durch den Glauben der Kirche gemacht. Wenn im Mittelalter einige theologische Strömungen die reale Gegenwart Modus Christi im Allerheiligsten Sakrament in Frage gestellt - Ankunft einige es als ein leeres Zeichen zu definieren, die nur entfernt die substantielle Wirklichkeit des Herrn in unserer Mitte erinnert - die Reaktion der kirchlichen Gemeinschaft war ein mehr Stress auf der Verehrung und Anbetung für die eucharistischen Gestalten auf den neuen Ritus der Aufnahme Communion direkt auf dem Mund und in seinem Knie einzuführen, um die Größe der realen Gegenwart des Leibes Christi zu betonen. Wenn wir nicht richtig eingreifen, besteht die Gefahr, dass die Eucharistie entweiht wird.

FRANCESE

A propos de la réception de la Communion dans les mains
Afin de bien comprendre l’importance sur le moyen de recevoir la Sainte Communion, il faut partir d’une briève réfléxion sur le significat de la Messe, pendant laquelle le pain et le vin deviennent le Corps et le Sang de Jésus Christ. 
Le document du Conseil Vatican II Sacrosanctum Concilium affirme deux choses centrales:
1)la Messe en telle que sacrifice.
2)La Présence réelle de Jésus. 
La formulation du Catéchisme de l’ Eglise Catholique, sous la direction de Ratzinger, a confirmé ces connotations catholiques à l’égard de l’Eucharistie. C’est le même Pontife Paolo VI qui, en concluant le Conseil, publie une Encyclique dans laquelle il souligne à la foi le caractère sacrificiel de la Messe aussi bien que la légitime validité de l’adoration de l’Eucharistie à l’oeuvre des fidéles hors de la Messe. 
Entretemps on donne aux Conférences Episcopales Nationales la faculté du pardon afin de recevoir la Communion dans les mains et d’enlever les balustres et les petites chaises; de même façon les Tabernacles sont décentralisés, et cela malgré le Catéchisme (encore en 1992) va répéter que le Tabernacle doit être situé “dans un endroit de l’église particulièrement digne, de façon à mettre en évidence et à manifester la vérité de la Réelle Présence de Jésus Christ dans le Sacré Sacrement” (n.1379).
Quant à la question de la réception de l’Eucharistie, il faut avant tout rappeler que dans les documents conciliaires - même en présence des plus modernes affirmations contenues dans les nouvelles liturgies – on ne parle jamais de communion dans les mains. Pourtant on pousse à faire considérer comme un thème du Conseil ce qui ne l’est pas du tout. 
En réalité, la réception de la Sainte Eucharistie dans les mains n’est qu’un pardon du Siège Apostolique. Lorsque les évêques italiens (avec deux seuls votes en plus) approuvèrent la réception de la Communion dans les mains, il y avait ceux qui – comme le Président de la Conférence Episcopale Italienne – évidemment contraire et soucié - recommandaient à tous - en particulier aux enfants et aux ados - de bien nettoyer les mains. Au lieu d’en empêcher l’abus, on se souciait d’en arginer l’évidente profanation. C’est cette génération d’ados catholiques des années 80-90 (à l’exception des groups de prière liés à la Tradition ou aux apparitions de Medjugorie) qui fait enregistrer une certaine désinvolture face au culte eucharistique et à l’adoration, n’ ayant aucune perception de Celui qui on va récevoir. 
Le document en question – Istructon sur la Communnion Eucharistique – est celui de mai 1989, suivi par le décret de la Conférence Episcopale Italienne qui le contient et qui date 19 juillet 1989 entré en vigueur le 3 décembre de la même année, premier dimanche de l’Avent. Le texte sur l’Instruction de la Communion Eucharistique concernant les modalités de cette nouvelle façon de recevoir l’ Hôte consacrée explique: " Il est convenable d’accéder vers l’autel comme en procession en récevant débouts – en geste de respect – les espèces eucharistiques, en professant par l’Amen la foi en la Présence sacramentelle de Christ”.
On a déjà souligné que l’on est en présence d’un pardon. A travers l’Instruction Mémoriale Domini publiée par la Sainte Congrégation pour le Culte Divin le 29 mai 1969, le Saint Siège a donné aux Conférences Episcopales la possibilité d’introduire arbitrairement l’usage de recevoir la Communion dans les mains. Donc faculté, pas obligation! Ce n’est pas là une question irrilévante, car elle concerne la réelle Présence du Christ. Ce n’est même pas un rétage des traditionalists! C’est donc une question centrale de toute l’Eglise Catholique, laquelle - avant de se préoccuper d’environnement aussi bien que d’écologie, ou d’ immigration, doit se soucier de garder et de protéger Notre Maître Jesus Christ avec le même amour qui avait Saint Joseph envers Lui lorsqu’Il était un bébé menacé par le Roi Erode. Dans l’Eucharistie, de fait, pour l’amour envers les âmes, Jésus choisit de dévenir vulnerable comme quand Il était sous les menaces de ce roi- là. Ce dernier aspect a été défini par Monseigneur Schneider comme le IUS CHRISTI, c’est à dire le droit de Christ. Encore récemment le cardinal Burke affirme: “En rappelant l’Humilté totale de Jésus Christ qui se donne à nous à travers la petite Hôte – tout à fait fragile par sa nature – Monseigneur. Schneider porte notre attention sur la grave obbligation de protéger et adorer Notre Maître. De fait, dans la Sainte Communion, à soutien de Son amour infini envers l’homme, Il accepte de dévenir à la fois le plus petit, faible et délicat parmi les hommes. Les yeux de la foi reconnaissent la Réelle Présence de Dieu dans chacun des fragments de l’Hôte même le plus petit, et nous conduisent –par là – à l’adoration amoureuse. 
Comme nous l’enseigne Saint Thomas d’Aquino, Jésus est réellement présent soit dans l’Hôte entière soit dans le plus petit fragment de l’Hôte consacrée. Le grand théologien dominicain affirme que l’Eucharistie est sacrée et donc Elle ne DOIT être touchée que par les mains consacrées du prêtre; c’est pour cela que la distribution du Corps de Christ appartient seulement au prêtre ordonné. Parmi les raisons il y a celle du respect envers le Sacrement qui “Ne doit être touché par aucune chose qui ne soit pas consacrée, et donc seulement par le Corporel, le Calice et les mains du prêtre. Personne ne peut donc toucher l’ Eucharistie à l’exception qu’en cas de nécessité: si par example Elle va tomber par terre ou dans quelques situations semblables”.
Un experiment conduit aux Etats – Unis a demontré que en cas de Communion dans les mains, plusieurs fragments difficilement perceptibles à l’oeil nu, d’abord s’attachent sur le paume de la main et ensuite tombent par terre.
A côté du risque de profanation, un autre est celui des Messes noires et des circles santanistes qui – de cette façon – peuvent bien aisément enléver les hôtes et s’en prendre possession. Récemment plusieurs positions à l’intérieur de l’Eglise se sont dressées contre les dommages et les risques de la Communion dans les mains. En detail dans quelques brochures de Monseigneur Schneider traduites en plusieurs langues, il y a la courageuse dénonciation des grands risques de la Communion dans les mains. Egalement Bénoît XVI tout en se prononçant en faveur des deux côtumes(réception à genoux et dans les mains), a souligné de préférer l’usage de la réception à genoux pendant les célébrations papales. Le préfet de la Congrégation pour le Culte Divin (donc le numéro 1 de la liturgie catholique!) à Milan a nouvellement soulevé la question utilisant des mots inéquivocables à l’égard des risques de la Communion dans les mains.
Une mention spéciale mérite en Italie don Giorgio Maffei qui a lutté longtemps contre cet abus. Beaucoup de ses appels sont allés perdus: il les addresse à ses confrères, il dit :” Avec l’usage de recevoir la Communion dans les mains, les fragments restent dans les mains du fidèle, qui d’habitude ne les considère pas et Ils finissent sur le plancher, perdus à jamais, piétinés, profanées. Cela est bien connu par les prêtres, car ils en font l’expérience quotidienne. C’est pareil pour les jeunes prêtres instruits à donner la Communion sur les mains sans faire usage du disque, ils sont bien à connaissance de la fin qui font les fragments, parfois sans besoin même d’être touchés! Il faut encore ajouter que les fidèles sont moins coupables que les prêtres car ceux – là ont peu d’expérience à cet égard Notre prêtre traditionaliste a souhaité au moins le retour du disque et pour cette position il subit tout type d’humiliation aussi bien que celle d’être considéré un prêtre hors des temps et des nouveautés. Mais malgré cela don Maffei considère l’usage du disque une valide solution contre la dispersion et la profanation des fragments Sacrés. Dans quelques cas, le prêtre hypotise même le risque d’excommunication pour ceux qui permettent la réception de l’ Hôte dans les mains. Il affirme à ce propos: Le péché commis contre Dieu et son Christ est cause d’excommunication, mais quel péché est plus grave de l’outrage contre les espèces eucharistiques? ”Parmi les Mystiques, on rappelle le témoignage de l’autrichienne Maria Simma, qui avait un rapport éxclusif avec les âmes du Purgatoire. Elle révéla que tous les Prêtres qui avaient approuvé la Communion dans les mains, en cas de mort même dans la Grace de Dieu, ils seraient quand même restés dans le Purgatoire jusqu’au jour où l’Eglise n’avait pas enlevé une telle pratique. On peut donc supposer que cette nouveauté, ne provenant pas du Conseil ou quand même, pas directement de celui-là, parvient au contraire de cette direction infiltrée dans les rangs des Conférences Episcopales Nationnelles, surtout celles européennes. 
Entretemps on prend en examen la possibilité d’un retour aux origines de la foi, mais qui – en réalité – vise à délégitimer la réforme tridentine. Pour mieux dire: tous les circles qui avaient promu la Communion dans les mains, s’étaient colloqués dans le cadre du progressisme théologique moderniste. Ce dernier bien s’épouse avec la tentative de s’entrelacer directement à la réhabilitation de la figure de Luther et cela est possible seulement déniant la vieille tradition du Conseil de Trente. C’est ici une considération du théologien Ratzinger au lendemain du Conseil. En tout cas, la réforme liturgique s’oriente en direction du refus de la tradition tridentine. Cela signifie que les premiers cinq siècles étaient une orientation, les autres non. Cette nette et latente contraposition accompagne la réforme liturgique alterée par les modernistes. A support de cela on fait valoir le coûtume diffus pendant les premiers siècles du Christiamisme selon lequel on donnait l’Eucharistie dans les mains. Dans les premières communautés chretiennes il était normal de recevoir le Corps de Christ dans les mains et il y a de nombreux témoignages à cet égard soit dans la zone orientale soit dans celle occidentale. (Tertullien, Ciprien, Cyrill de Gérusalemme, Basile, Théodore de Mopsuestie). Dès canons juridiques délibérés pendant les Synodes et les Conseils (celui de Constantinople en 629; les Synodes des Gaules entre le VI et le VII siècle; Le Conseil d’Auxerre entre 561 et 605) jusqu’aux témoignages du VIII siècle de saint Béda le Vénérable et Saint Jean Damascène, tous attestent la même diffuse tradiction. Mais à ce point là on se demande si la pratique successive était légitime du point de vue liturgique aussi ben que théologique
Lorsqu’au Moyen Age certains courants idéologiques mettent en discussion la présence réelle du Christ dans l’Eucharistie en arrivant par là à définir l’Hôte rien d’autre qu’un symbole qui se limite seulement à nous rappeler la réalité substantielle de Dieu présent parmi nous, la réaction de la communauté ecclésiatique est de souligner avec nouvelle vigueur, la vénération et l’adoration des espèces eucharistiques jusqu’à l’introduction du nouveau rituel de recevoir la Communion directement sur la bouche et à genoux, afin de souligner la grandeur de la présence réelle du corps de Christ. Dès nos jours si l’on n’intervient pas de façon appropriée il y a le risque concret que l’Eucharistie sera profanée du tout.

 

 

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"Gentilissima signora / Egregio signore, a nome del comitato:
"UNITI A GESÙ EUCARISTIA PER LE MANI SANTISSIME DI MARIA"

Le chiediamo di sottoscrivere questa petizione per chiedere il RIPRISTINO DEGLI INGINOCCHIATOI affinché, tutti coloro che lo desiderano, possano ricevere la Santa Eucaristia in bocca e in ginocchio. Solo con la sua preziosa collaborazione possiamo sperare di vincere questa giusta causa per amore e rispetto di Gesù -Eucarestia. 
Grazie Comitato

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