Ci opponiamo allo Stato cesaropapista.

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INTERFERENZA DELLO STATO NELLA CHIESA

Eminenza, il 7 maggio scorso il Ministero dell’Interno italiano ha emanato un  Protocollo “concernente le necessarie misure di sicurezza cui ottemperare…per la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo”.    In esso vengono trattati questi argomenti: “Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche”; “Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti”; “Attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche”. Vengono poi date delle direttive su come rendere noto il contenuto del Protocollo con una “Adeguata comunicazione” e “Altri suggerimenti”.     Praticamente lo Stato, mediante questo documento, che entrerà in vigore il 18 maggio 2020 con il placet della CEI, stabilisce le norme che la Chiesa deve osservare in campo liturgico. Nel paragrafo riguardante le “attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche”, la prima parte del numero 3.4  suona così: “La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti mono-uso”.     Poiché l’uso del guanto non rientra nella prassi della Chiesa e nessuna norma liturgica lo impone,  considerando che “in reverentiam huius sacramenti, [Panis Eucharisticus] a nulla re contingitur nisi consecrata” (Summa, III, 82, 3),                                           CI OPPONIAMO   all’introduzione di questa novità che disturba la sensibilità di tanti sacerdoti e fedeli, e - così come è stata formulata - non garantisce il pieno rispetto del Sacramento dell’Eucarestia.    Siccome  “regolare la sacra liturgia dipende unicamente dall’Autorità della Chiesa” (can. 838 §1)  e mediante il suddetto Protocollo lo Stato si è ingerito illegittimamente - con l’approvazione ingiustificata della CEI - in materie non di sua competenza, violando il Concordato e l’autonomia e la sovranità della Chiesa stessa, le chiediamo di intervenire  quanto prima per condannare questo abuso e consentire che i sacerdoti possano distribuire la Comunione semplicemente secondo le norme liturgiche contenute nell’ Ordinamento Generale del Messale Romano, con la precauzione di disinfettare  bene  le mani in tutti quei momenti che il buon senso lo richiede.   Le porgiamo i nostri rispettosi ossequi.                                                              Sacerdoti e Fedeli della Chiesa Cattolica 

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