LIBERTÀ DI PENSIERO E PAROLA PER GIANCARLO RICCI

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LIBERTÀ DI PENSIERO E PAROLA PER GIANCARLO RICCI

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Il Ministero della Salute tuteli i diritti costituzionali del dottor Ricci

Al Ministro della Salute

Beatrice Lorenzin


Il prossimo 6 luglio il dott. Giancarlo Ricci, stimato psicologo milanese, dovrà sottoporsi alla commissione disciplinare dell'Ordine degli Psicologi per aver osato affermare in televisione che “la funzione di padre e di madre è costitutiva nel processo di crescita” e per aver confutato pubblicamente l’ideologia Gender.

Come lui anche altri psicologi, insegnanti e professionisti sono chiamati dai consigli degli ordini professionali a dar conto delle loro idee favorevoli ad una antropologia naturale del maschile, del femminile e della famiglia come società naturale e contrarie al propagarsi dell’ideologia Gender

Le scriviamo per riaffermare che nel nostro Paese sono ancora in vigore l’art. 3, l’art. 19 e l’art. 33 della Costituzione, e che vi dovrebbe ancora essere libertà di parola, libertà di professione pubblica della fede e libertà di ricerca scientifica.

Le chiediamo come intenda intervenire a tutela delle libertà fondamentali del dott. Ricci e degli altri professionisti che come lui chiedono solo di poter liberamente esporre le proprie convinzioni senza esser fatti segno di attacchi personali di natura disciplinare.

Cordialmente

LIBERTÀ DI PENSIERO E PAROLA PER GIANCARLO RICCI

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