Trieste: l'Università non patrocini il Gay Pride (che chiede di legalizzare la prostituzione)

Preservare la neutralità dell'Università

 

Trieste: l'Università non patrocini il Gay Pride (che chiede di legalizzare la prostituzione)

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Trieste: l'Università non patrocini il Gay Pride (che chiede di legalizzare la prostituzione)

L'Università di Trieste vuole concedere il patrocinio al Gay Pride che si svolgerà in città il prossimo 8 giugno.

Il Senato Accademico voterà sul punto nella riunione del 20 marzo.

Qual è il problema? Il palese contrasto tra la natura del Gay Pride, dichiaratamente politica, e lo Statuto dell'Università.

Lo Statuto dell'Università degli Studi di Trieste, infatti, afferma che l'Ateneo è "un'istituzione pubblica di alta cultura, laica, pluralista e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso, politico ed economico".

Sul sito del Gay Pride, invece, è possibile leggere quello che non a caso è chiamato esplicitamente "Manifesto politico", ovvero le rivendicazioni per cui si manifesterà.

Eccone alcune rivendicazioni politiche del Gay Pride di Trieste:

  • Matrimonio gay
  • Legalizzazione della prostituzione
  • Adozioni gay
  • Fecondazione assistita per single e coppie gay
  • Potenziamento dei consultori a fini abortivi
  • Educazione di genere nelle scuole
 
Sono solo alcune delle (legittime) rivendicazioni dei manifestanti, ma già da sole bastano a qualificare l'evento per la sua estrema faziosità politica, culturale e ideologica.
 
Non si capisce come una Università, che per sua natura è e si dichiara pluralista e aliena da schieramenti politici e ideologici, possa patrocinare un evento che sponsorizza una visione della società fortemente ideologica senza offendere gli studenti che in quelle rivendicazioni non si riconoscono affatto, e magari credono in valori opposti.
 
Chiediamo pertanto al Senato Accademico dell'Università di Trieste di non patrocinare un evento in aperto contrasto con quanto espresso nei princìpi fondamentali del suo stesso Statuto.

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L'Università di Trieste non patrocini la legalizzazione della prostituzione

Egregio Rettore,

ho letto che l'Università di Trieste vuole patrocinare il Gay Pride che si svolgerà a Trieste il prossimo 8 giugno. Poiché lo Statuto dell'Ateneo definisce l'Università "un'istituzione pubblica di alta cultura, laica, pluralista e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso, politico ed economico", Le chiedo se non ritenga questi princìpi clamorosamente violati dal patrocinare un evento dichiaratamente politico che rivendica, tra matrimoni e adozioni gay, anche la legalizzazione della prostituzione.

L'Università rispetti davvero il pluralismo, soprattutto degli studenti iscritti, e si astenga dallo schierarsi ideologicamente su temi politici estremamente controversi e divisivi.

 

Atenciosamente,
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